Musicboom.it, 2003

Sorprese targate Slovenia
Sottile e la linea che separa la curiosita dalla sorpresa e, pur non essendo complementari, le due cose viaggiano spesso a braccetto. A me e successo parecchie volte, l'ultima della quali con O*range, quarto album dell'artista slovena Tinkara Kovac. La curiosita con la quale mi ero apprestato all'ascolto di questo prodotto, definibile, per certi versi, atipico, si e, infatti, presto tramutata in sorpresa. Lo ammetto, non conoscevo affatto Tinkara sebbene nel suo Paese, come recita il foglio stampa che accompagna il cd, sia la piu acclamata, idolatrata ed importante interprete e cantautrice rock. E la sorpresa di cui sopra e stata scoprire, tra le 13 tracce del cd, interessanti spunti sia compositivi che esecutivi. Sia di Tinkara che degli ottimi musicisti che la scortano, tra i quali figura il "nostro" Massimo Bubola, che firma l'intensa ballata Spezzacuori oltre a suonare e co-arrangiare altri brani di O*range. Un rock, quello offerto in questo cd, che, pur non essendo innovativo o particolarmente spiazzante, e ben confezionato ed egregiamente suonato risultando, senza difficolta alcuna, godibile ed interessante. A cio si aggiunge la bella ed altamente espressiva voce della giovane cantautrice che, su testi in inglese e sloveno, contribuisce a rendere l'intero prodotto compatto, valido e pronto all'espatrio. Un superare i confini nazionali che appare possibile grazie all'immediatezza del singolo apri-pista Med Zemljo in zrakom e della solare Hisa, alla graffiante Kjer Stevi (Kaj tu dogaja), alla energica MPH in cui Tinkara duetta con Mike Peters dei britannici The Alarm. Pochi gli episodi che scorrono senza lasciare un minimo segno mentre una delle componenti migliori dell'album e l'utilizzo del flauto, suonato dalla stessa Kovac. Lo strumento colora le piu belle atmosfere del disco: lo fa quasi con magia nella strumentale e progressiva Astor Cafe che, per un paragone, ci fa scomodare addirittura i Jethro Tull, lo fa ingentilendo il finale di Jagodne Oci e riempendo di densa etnia The last but one time. Tutto questo oltre a rendere imperdibile l'arrangiamento di Little Wing di Jimi Hendrix, qui proposta in una trascinante versione live. O*range ha, secondo la stessa Tinkara, un triplice significato: "e energizzante come la sferzata di vitamine di un'arancia, ha il calore sonoro dell'arancione, e vicino a me come mai prima" (Zero Range e, infatti, il codice utilizzato dai piloti quando sono molto prossimi all'obiettivo). L'augurio e quello che esso diventi anche passaporto che la conduca alla ribalta internazionale. Tinkara lo merita e, come lei, molti artisti, anche italiani, frenati dalla lingua e dal monopolio internazionale di matrice americana ed anglosassone.
Luca D'Alessandro
Datum objave 2. junij 2003 
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