Altatensione 2003

TINKARA KOVAČ: O-Range
Il nuovo album, “O-range” e uscito il 30 marzo 2003, preceduto dal singolo (e gia megasuccesso) e dal video di “Med Zemljo in Zrakom” (Tra terra e cielo), ed e stato presentato in anteprima, il giorno stesso dell’uscita, nuovamente al Cankarjev Dom di Lubiana, in un concerto-spettacolo oramai divenuto tradizione e mito tra gli addetti ai lavori ed i fans sloveni. Questa volta gli ospiti d’onore sono stati Massimo Bubola e Paul Millns, che con Tinkara e la sua collaudata band hanno incendiato letteralmente la serata. Questo album e ‘O-range’ e energizzante come un’iniezione di pura energia o come la sferzata di vitamine di un’arancia, ha il "calore sonoro" del "colore arancione"; per Tinkara e un album dal potere magicamente benefico; ne ha scritto i brani e l’ha realizzato con persone che, nei suoi confronti, sono state assolutamente positive, e l'hanno aiutata ad esprimersi senza filtri ne intermediari, il che le ha anche dato la sicurezza di poter scrivere dei testi piu personali e vissuti. Il titolo ha anche un significato aggiuntivo - Zero Range, ovverosia "distanza zero", come dicono i piloti quando sono arrivati direttamente sull’obiettivo o sul punto prefissato, quindi vicinissimi alla meta. La musica su questo album rappresenta, senza dubbio, Tinkara al 100%: e un sound che suona come piace a lei e rivela molto di piu dell'artista slovena. Il nuovo album segna anche una maturazione artistica e sonora tanto radicale e marcata da aver fatto parlare molti critici sloveni di “cambio di rotta” - in realta, oltre all’attuale hit single radiofonico dalle sonorita solarmente rock “Med Zemljo in Zrakom” (Tra terra e cielo), cio che piu colpisce dell’album, caratterizzato dalla “zampata” rock del produttore Andrea F, e la fortissima presenza ed il lavoro di Tinkara come autrice dei propri testi, da molti definiti piu maturi e riconoscibilmente poetici che mai, nonche una fitta schiera di grandi ospiti e collaborazioni internazionali che, piu che indicare un qualche voluto e freddamente studiato progetto di “assalto” ai mercati discografici esteri, indica la strada spontaneamente e logicamente intrapresa da un’artista dagli orizzonti oramai ben piu ampi dei ristretti confini sloveni, e con sia il desiderio che l’effettiva capacita di confrontarsi, misurarsi e crescere a fianco di artisti ed autori di calibro mondiale. Tra gli ospiti: Mike Peters, voce, chitarra, autore e mente dei britannici The Alarm, ospite in duetto nella potente “Mph”; Dan Lavery degli statunitensi Tonic (nominati a ben due Grammy Awards quest’anno) al basso e piano Rhodes nell’epica “Se Tam Ne”; Tolo Marton, celebre chitarrista veneto, e la sua grande chitarra blues nella conclusiva “Gnezdo iz las”; Chris “Rama” Douglas, dalla California, al sitar nel rock ipercontemporaneo ma con lampi di psichedelia sixties dell’ironica “Kjer ste Vi (kaj tu dogaja)”; Carlos Nunez, con irish flutes e whistles, in uno dei brani dal concerto del 2002 al Cankarjev Dom, una cover da brivido di “Little Wing” di Jimi Hendrix; Paul Millns, autore della dolcissima “The Last but one time”, ripresa e completamente riarrangiata e modernizzata da Tinkara, che ne conserva il testo originale, cantandola in inglese; Kevin Metcalfe, firma gia apparsa sotto ad album di artisti quali Queen, Depeche Mode, U2, Bryan Adams, Tina Turner, Oasis e tantissimi altri ancora, che ha curato il mastering dell’album presso lo studio “Soundmasters” di Londra; Massimo Bubola, che compare nella triplice veste di grande autore della struggente “Spezzacuori” (di cui ha affidato la rielaborazione e traduzione slovena del suo testo italiano a Tinkara), di amico e “turnista di lusso” con il suo suono vintage rock in due brani, nonche di co-arrangiatore e consigliere in ben tre brani. Analizzando in dettaglio le singole tracce...si parte piacevolmente con "Med Zemljo in Zrakom" (Tra terra e cielo), il "manifesto" dell'album, l'energia, il sound forte ed intenso che proviene da esperienze vissute in prima persona e dalla voglia di manifestarle una volta musicate; e l'unione di diversi stili e generi che spaziano dall'etnico ad un rock ad ampio respiro...una voce notevolmente emozionante ed emozionale si sviluppa su intrecci di chitarre acustiche e su una sezione ritmica dosata e precisa, cercando accattivanti melodie con affascinanti raddoppi vocali e cori...Tinkara e talmente brava da rendere meravigliosamente musicale una lingua non facile, dura, secca e a cui siamo poco assuefatti come lo sloveno. Un testo ironico e la consapevolezza di quanto ciascuno di noi ha bisogno di sentirsi sempre al posto giusto, caratterizza "Kjer ste vi (kaj tu dogaja?)"(La dove state voi [che accade?]), pezzo in cui Tinkara fa emergere pienamente il suo amore per l'eredita delle grandi cantautrici americane (Patty Smith, Ani di Franco...), un approccio piu grintoso, fatto di elettricita ma anche di momenti piu dolci ed arpeggiati, con assoli quasi orientaleggianti, un sitar molto psichedelico, una voce sensuale che interpreta molto bene; i vari cambi di ritmo regalano alla canzone un andamento sempre in crescendo. "Hisa" (La casa), la soffitta mentale in cui rinchiudersi quando c'e il bisogno di non essere disturbati, di staccare la spina, non si discosta molto dalla precedente con reminiscenze '70s e atmosfere da sud degli Stati Uniti; "1957" nasce da una domanda...perche nessuno dedica canzoni a certi eroi?...da qui l'idea di dedicare la track in questione a Laika, la cagnetta mandata nello spazio, il primo essere vivente in orbita, sottolineando anche come ci sono voluti 40 anni perche raccontassero finalmente la verita sulla sua triste storia...anche qui Tinkara ricerca importanti linee melodiche su un background fatto di effetti, di elettronica, ma soprattutto di tanta chitarra, elettrica ed arpeggiata, ed un assolo vibrante; e un brano piu pop cantautorale d'atmosfera. "Astor Cafe" e un tango argentino firmato da Astor Piazzolla, un brano strumentale interpretato con estrema originalita grazie al flauto impugnato e suonato dalla stessa Tinkara e ad un sottofondo elettronico che rende il brano molto attuale. Arriviamo a "Jagodne Oci" (Occhi di fragola), canzone piu intima, sofferta, una ballad dedicata alla madre, una dolcezza che travolge, il desiderio che si puo provare nei confronti di una vita tranquilla fatta di tenerezza. C'e Massimo Bubola che suona la linea melodica dell'intro e del finale. Questo momento piu delicato prosegue con "Se tam ne" (Nemmeno la) ovvero la voglia di azzerare tutto e di considerare solo i sentimenti e le sensazione che ti porti dentro; atmosfera acustica, grande melodia, chitarre echeggianti e molto accattivanti. In inglese e invece "The last but one time"...la brava artista slovena dimostra quanto il suo riscontro potrebbe essere internazionale, perche possiede tutto cio che una valida artista deve avere...forza interpretativa, dolcezza, approccio positivo, cosi giovane e cosi carismatica. In questa traccia c'e un meraviglioso intermezzo di flauto che rende il risultato ancor piu drammatico. Straordinario duetto (non facile) tra voce e chitarra acustica, quasi epico, di notevole livello e pathos...una canzone che sembra sempre pronta ad esplodere e "Oranzen Dan" (Un giorno arancione), una registrazione che e stata effettuata, come si fa in genere per la musica classica, tutti insieme senza sovraincisioni e con soli tre microfoni d'ambiente. Rock piu sanguigno pervade "Mph" dove ancora si affronta l'argomento delle torture e degli esperimenti sugli animali e delle condizioni terrificanti in cui sono costretti talvolta a vivere, mentre noi siamo pronti a sacrificarli per comperarci una vita migliore; qui la voce e piu energica e i riffs piu graffianti. Molto sofferta invece l'interpretazione in "Spezzacuori", brano (del 1982) regalato da Massimo Bubola a Tinkara che l'ha tradotto in sloveno mantenendo, pero, il titolo in italiano. Bubola ha un po' supervisionato con entusiasmo l'operato di Tinkara rimanendone sempre pienamente soddisfatto. Dopo la cover di Jimi Hendrix "Little Wing" riconsegnataci ottimamente in versione quasi etnica, si arriva al brano di chiusura "Gnezdo iz las" (Un nido di capelli), una ninna nanna rock dove una chitarra incantevole ma drammaticamente blues, i cori, l'interpretazione, il mix complementare voce-chitarra rendono il risultato crepuscolare e malinconico. Un cd che e una perfetta miscellanea tra rock classico, progressivo ed etnico, originale e denso di sperimentazioni sonore. O-range segna il pieno ed irrevocabile “passaggio di consegne” di tutte le competenze decisionali, artistiche e di scrittura dei testi a Tinkara stessa pur se coadiuvata da Andrea F, Daniel Matic, Marko Oblak, Peter Dekleva e Teo Kahrimanovic, che si ritrova, cosi, con un album che in Slovenia sta facendo gridare molti al miracolo e che, indubbiamente, non ha pari nella storia del pop e del rock sloveni in quanto a ricchezza di contenuti e collaborazioni illustri o sorprendenti, come quella con la graphic artist italiana Erika Pittis, che del disco ha curato veste grafica, copertina e disegni originali esclusivi. Notevole anche l’evidente maturazione di interprete vocale di Tinkara, espressiva, originale ed intensissima nello sfruttare le sue gia tanto celebrate doti tecniche, nonche il lavoro coraggiosamente "progressivo" nell’uso del flauto nel rock, che in O-range e tra le dita di Tinkara estende e moltiplica l’eredita’ “Jethro Tull-iana” con esperimenti elettronici, loop e phasers, e persino distorsori per chitarra - non a soffocare, ma a meglio esprimere e contemporaneizzare il suono della melodia, dalla dolcezza alla rabbia. L'album e stato registrato, prodotto e mixato da Andrea F. Che dire, in conclusione...abbiamo conosciuto una star di prima grandezza nel suo paese, una brava artista che merita tutti gli elogi, ma che ha una sola pecca...il vivere in un paese che (come l'Italia) ha difficolta ad esportare musica e che, pur riuscendo nella propria lingua a musicare belle canzoni, trova numerose barriere culturali che evitano la conoscenza collettiva ed internazionale. Per ora, visto che Tinkara ha in programma esibizioni live in Italia, godiamocela noi...poi, e talmente giovane che potrebbe pensare anche ad italianizzare o a tradurre in inglese i propri testi...e questo sarebbe molto interessante per lei e per noi ascoltatori e amanti della buona musica...(L.L.)
Datum objave 10. april 2003
Povezava http://www.altatensione.it

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